Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Non-cari Spioni,
Vi racconto una piccola personale parabola che mi tormenta da un po’ di tempo, sia qua che altrove e che ho fatto parecchia fatica a debellare, a suon di messaggi privati in cui chiedevo spiegazioni (ammetto non sempre simpatici, ma la gente se vuol essere perniciosa mi fa saltare la mosca al naso) a cui venivo risposta con vaghissimi giri di parole per poi venire insultata pesantemente, spessissimo senza alcuna risposta. Buffo che le persone agiscano senza nemmeno conoscere il motivo.
In prima battuta furono i commentatori compulsivi Mi piace! Capolavoro! Ti sei superata! seguiti a ruota da quelli che usavano IA per fare gli splendidi senza alcuno sforzo Questa poesia (segue analisi sintetica) stupendo lavoro, complimenti! Bacioni!.
Poi fu la volta dei mipiacciatori compulsivi, ad ogni testo uscito PLIN! cuoricino di prammatica, esattamente dopo dieci minuti, spesso meno, dalla pubblicazione. Talvolta pure in combinazione con commento sintetico.
Ora, siccome il giro è cambiato, il giochino è diverso.
Ora sono arrivati gli spioni, che chiameremo con termine dialettale, le betoneghe.
Immaginate una piazza di paese, quella dove si fronteggiano la chiesa principale, il bar e i negozi di alimentari. Molta gente passa e va, più o meno di fretta, eppure, sedute sulle panche addossate ai muri, o su sedie improvvisate, trovo sempre voi: le betoneghe. Persone spesso di mentalità vecchia, ritorta e maligna, che spiano. Spiano tutto il giorno, specialmente le pecore nere del paese: il matto, il forestiero, la strega, la stronza, l’outsider o chiunque non rientri nelle precise dinamiche che LORO hanno deciso debbano guidare la legge paesana non scritta.
Ecco che, fuor di metafora, pure avendo una trentina di fedeli di cui la metà inattivi, mi ritrovo ad essere seguita da una media di ottanta OTTANTA paia d’occhi, suppongo pronti a puntare le dita e borbottare dei testi che produco.
Vi voglio rassicurare: a me di voi non frega una mazza. Io alla solitudine sono avvezza, da quando sono nata. E anche alle paia di occhi. Solo che, quelli che non riescono a togliermi l’attenzione di dosso, non sono io: siete voi. E questo dice tantissimo del vostro comportamento da betoneghe e pochissimo del mio da outsider. Non vi piace la mia faccia? Spiace (per niente), ma la piazza è e resterà sempre di libera circolazione.
Vi diverte analizzare e soppesare quel che scrivo? Lo ripeto per l’ultima volta perché magari non è chiaro: i miei pensieri, le mie parole e le mie azioni, hanno smesso di riguardare voi da moltissimo moltissimo tempo, calcolabile in anni.
Se poi è desiderio di leggere qualcosa che vi piace, SINCERO per carità, se batteste un colpo sarebbe solo simpatico per me, anche in privato.
Altrimenti, consumatevi pure le palle degli occhi: i miei sono saldamente incollati all’orizzonte del mio futuro, nei campi infiniti delle mie libere solitudini.
A non rivederci
Senza stima
Indistinti saluti